La prevenzione degli incendi

Per prevenzione incendi si intende l’insieme di provvedimenti, misure, accorgimenti atti ad evitare l’insorgere di un incendio o a limitarne le conseguenze.

L’emanazione delle norme e il controllo sull’osservanza delle stesse è compito del Ministero dell’Interno che si avvale del supporto del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Il controllo avviene seguendo una procedura autorizzativa che si conclude con il rilascio del certificato di prevenzione incendi da parte del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco.

Una volta rilasciato il certificato, il responsabile dell’attività è tenuto a far rispettare le limitazioni e i divieti al fine di curare l’efficienza dei sistemi, dei dispositivi e delle attrezzature impiegate.

Per legge, è obbligatorio richiedere visite e controlli di prevenzione ogni qualvolta si presentino modifiche che rendano obsolete le precedenti misure di sicurezza. Le modifiche possono riguardare la lavorazione, le strutture, la ridestinazione d’uso dei locali, le possibili variazioni quali-quantitative di sostanze pericolose.

I responsabili dell’attività hanno l’obbligo di mantenere efficienti i sistemi, i dispositivi, le attrezzature e le altre misure di sicurezza oltre ad assicurare adeguata formazione e informazione del personale dipendente sui rischi di incendio connessi alla specifica attività e su modalità e procedure da attuare in caso di incendio. Tutte queste informazioni devono essere annotate in un apposito registro, costantemente aggiornato e disponibile ad ogni controllo.

Se vengono apportate modifiche alle modalità di esercizio dell’attività, le condizioni di sicurezza mutano di conseguenza, motivo per cui il responsabile è obbligato ad avviare nuovamente le procedure inerenti l’approvazione del progetto.

Inoltre, il rinnovo del certificato di prevenzione incendi deve essere richiesto prima della scadenza. Lo stesso obbligo deve essere osservato per la perizia giurata attestante l’efficienza dei dispositivi, dei sistemi finalizzati alla protezione antincendi.

Le mansioni del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP)

Secondo quanto stabilito dal D. Lgs. 81/08, all’interno di un’azienda è necessaria la presenza di un Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP).

La figura viene nominata dal datore e deve possedere requisiti adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro, in modo da gestire il sistema appartenente alla prevenzione e alla protezione dagli stessi.

Il RSPP può essere un dipendente dell’attività o un soggetto esterno ad essa, purché presenti le competenze richieste.

Il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione esercita una funzione consultiva e propositiva:

·         rileva i fattori di rischio,

·         formula le misure di sicurezza per la tutela dei lavoratori,

·         presenta piani formativi per l’addestramento del personale,

·         collabora con il datore di lavoro per l’elaborazione dei dati riguardanti gli impianti, i rischi, le misure preventive e protettive.

Concretamente, il RSPP collabora -insieme ad altre figure- alla redazione del Documento Valutazione dei Rischi (DVR).

La Direttiva PED (Pressure Equipment Directive)

La direttiva europea PED (2014/68/UE) spiega le procedure per la costruzione di attrezzature a pressione, in modo da consentire la libera circolazione dei prodotti nei paesi comunitari. La costruzione infatti esige l’impiego di materiali sicuri, in grado di resistere ad una pressione massima ammissibile superiore a 0,5 bar.

La direttiva mostra la suddivisione in tabelle per tipologie di liquido (pericoloso e non pericoloso).

Per applicare la direttiva è necessario conoscere:

  • dati relativi al fluido
  • pressione di esercizio
  • temperatura
  • diametro nominale del componente
  • frequenza d’uso

I prodotti devono presentare il marchio CE.

Le attrezzature vengono classificate in quattro categorie, a seconda della pressione massima ammissibile, del volume e del fluido per il quale sono designati.

Scopo della direttiva è uniformare la legislazione comunitaria per quanto riguarda i criteri di progettazione, di fabbricazione, collaudo e campo di applicazione.